15-02-2004
Una
delle geniali, inconfondibili caratteristiche di Stanley Kubrick, e' sempre
stata quella di attribuire alle proprie pellicole una personalissima (sebbene in
alcune circostanze estrema) visione, una visione infausta, apocalittica,
spiazzante, particolarmente filosofica, uno stile mai minimamente incline al
compromesso, di qualsiasi natura esso sia. Il proprio modo di intendere la
Settima Arte va ben oltre il posizionarsi dietro una macchina da presa; Kubrick
non sembra esser mai stato attratto dal Cinema piu' biecamente, cinicamente
commerciale: ne e' inconfutabile prova 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO, diretto dal
grande regista nel 1968. Nessun cineasta ha forse mai infuso cosi' spessa,
dedicata contemplazione al concetto di "spazio", elevando l'Universo
ad un continuum spazio-tempo dall'accezione inusualmente filosofica: sorta di
"C'E' VITA OLTRE...".... Per chiunque abbia a mente la storica portata
innovativa, sia da un punto di vista cinematografico che special-effettistico,
imposta 9 anni piu' tardi dalla saga di GUERRE STELLARI firmata George Lucas, si
dimentichi della "definizione originale" di “science-fiction-movie”:
2001 ODISSEA NELLO SPAZIO non fu mai inteso come archetipo di pellicola
indissolubilmente legata al classico plot concernente scontri bellici tra truppe
terrestri e mostri alieni (caratteristica, questa, che attua una netta
distinzione tra le visioni concettualistiche insite nel film ed il resto della
produzione “science-fiction-oriented”): la "classicita'",
d'altronde, e' sempre stata estranea a Kubrick. Per dirla in termini ...
"spaziali" qui ci troviamo distanti ANNI-LUCE... MILIONI di
anni-luce... 2001, durante le sue (apparentemente infinite) 2 ore e mezza di
visione, non accenna minimamente al piu' classico "intrattenimento
fantascientifico": caso mai lo spettatore godra' di un intrattenimento
CEREBRALE, intrattenimento traducibile in "non-ordinario pasto per la
mente": la visionarieta' imposta da Kubrick e' fuori discussione, sebbene
si tratti di un'assolutamente inedita "celebrazione del piu' maestosamente
inimmaginabile silenzio" a cui il Cinema abbia mai assistito. Si, in quanto
la "missione" di 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO non e' incentrata su di una
obbligata trama di due astronauti costretti a far fronte alle incertezze
dell'elaboratore elettronico HAL 9000: la provocazione di Kubrick consisterebbe
nell'invito mosso a noi spettatori di "cadere" gradualmente,
implacabilmente assuefatti dalle lentissime, silenziosissime riprese operate dal
grande cineasta americano, onde tramutarci in "vittime inconsapevoli"
di una morbida, inesorabile rassegnazione. Epicentro della pellicola, uno degli
oggetti piu' discussi di ogni tempo: un monolite della cui provenienza nessuno
sa e mai sapra', comunque fonte di vita o piu' semplicemente genesi
dell'Universo stesso, un polo dalla incalcolabile magnitudine, in grado di
infondere sull'uomo migliaia di stati emotivi differenti e/o milioni di quesiti
che probabilmente nemmeno il tempo sara' capace di decodificare.
In
definitiva, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO rappresenta, nel mio
spazio-immaginario-collettivo, una inedita, a tratti sensuale, "saga di
morbida lisergia", estremamente "condizionata", caratterizzata da
brevi, serratissimi frammenti di dialogo, ai quali si frappongono e
sovrappongono lunghissime, "sorde" panoramiche registiche volte a
stimolare i nostri aspetti cerebral-percettivi meno sfruttati o del tutto
inesplorati. Una a suo modo eccitante sfida all'appassionato di Cinema dalle
larghe vedute, fondamentalmente privo di preconcetti e/o forme di razzismo
artistico, il cui piu' diretto desiderio, una volta ultimata la visione,
potrebbe essere quello di immergersi lui stesso in quello Spazio cosi'
irresistibilmente fecondo, dai tratti subliminalmente onirici.
In
sintesi, volendo concludere in gran stile, non potrei fare a meno di assegnare a
2001 ODISSEA NELLO SPAZIO il titolo di primo e, fino ad ora, UNICO film che sia
stato, mirabilmente, in grado di associare un genuino concetto filosofico alle
spodestanti, maestose infinita' di uno Spazio in continua, inconvertibile
evoluzione.
Well... that's KUBRICK, after all...
ALAN J-K-68 TASSELLI (aka LUCA COMANDUCCI, un individuo appena convertitosi in ecto-spazio-plasma-.... "oniricamente infettato" da una eccessiva visione di 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO....)
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