31-07-2002
NICK
DRAKE'S - BRYTER LAYTER
Ci
sono artisti, nella complessa e sempre imprevedibile storia della musica
popolare, destinati a non godere della meritata considerazione per l'immenso
valore artistico delle loro opere, artisti, autentici "pittori" del
loro tempo, in perenne lotta con l'ignoranza e la supponenza della gente, gente
non in grado di vedere o di "percepire", esseri umani stolti e
bifolchi, con un grado di sensibilita' pari allo zero assoluto. E
l'incomprensione e' il vero, accertato comune denominatore della loro esistenza,
cosi' tragicamente, "sadicamente" in bilico tra gesti di disperata
follia, e momenti di calma apparente e assoluta, dove nulla sempre presagire ad
un ritorno, improvviso ed assai sgradito, della loro antica nemica, una
belligerante, incontrollabile, debordante ed infinita solitudine.
Poi la Morte, intesa come divina entita' astratta, ma portatrice di benessere e
pace eterna, in questo caso; quella
"DOLCE", di certo non inaspettata cessata esistenza, simbolo
metafisico di arcano e misterioso, magnetico quanto sinistro splendore.
Ed in questa ristrettissima "cerchia di artisti maledetti" occupa un
posto di prim'ordine Nicholas Rodney Drake, in arte NICK DRAKE, una delle figure
piu' enigmatiche e contorte che si siano affacciate nella pur breve storia della
musica popolare del XX° SECOLO.
Nick incise solamente tre dischi: "FIVE LEAVES LEFT", nel 1969, "BRYTER
LAYTER", nel 1970, ed un' ultima pera, "PINK MOON", del 1972.
Dopo, l'oscurita', l'oblio, la perdita nel vuoto; uno sperduto, impercettibile
senso di acuta, "mortale" malinconia, unita ad una disillusione ed una
rabbia soffocata da un indicibile dolore, quel dolore che nessuno sembro' capire
e che avrebbe portato Nick in alto, verso quel Cielo dove ora stara' regnando,
padrone di un Eden che lo ripaghera' di tanta indifferenza e disinteresse
sopportati durante la vita terrena.
Come detto, Nick incise tre album; io ho scelto "BRYTER LAYTER", in
quanto lo ritengo il piu' affascinante, e, se possibile, il piu' accessibile dei
tre, ideale punto di tramite tra il precedente ed il successivo lavoro.
Le tracce presenti in "BRYTER LAYTER" si rivelano autentici
"dipinti dell'anima", pedissequamente sull'orlo di un gusto per la
rassegnazione, sorretto mirabilmente da un eterno, calibratissimo sospiro, a cui
fungono da perfetto complemento le ariosita', imponenti ma mai invadenti, di
arrangiamenti curati al millimetro, che altro non sono che una trasposizione,
insieme ai testi dall' intensissima liricita', dell'animo contorto e turbato del
Nostro.
L'introduzione del disco ci detta subito le coordinate dell'opera, struggente ed
intrisa di conturbante, abissale malinconia, quasi un pianto, trattenuto e
lievemente soffocato, di un uomo in conflitto con se stesso, abbandonato ad un
percorso di probabile autodistruzione, che nessuno naturalmente "vede"
o dimostra di saper comprendere.
Irrompono di seguito i fiati emotivi di HAZEY JANE II, e la voce di Drake gioca
sospesa tra eterno vuoto malinconico ed attimi di breve, fugace ed ingannatrice
speranza, una speranza di follia "votata" alla Dea cosi'
apparentemente irraggiungibile, ma verso la quale sente un drammatico bisogno di
comprensione ed amore, un amore che non trovera' mai compimento.
A CHIME OF A CITY CLOCK rasenta il puro magnetismo sonoro: la voce
"silenziosa" e garbata di Drake si appoggia, in questo frangente, su
di un'atmosfera di surreale fascino condita da irreale innocenza, mentre il suo
ego bistrattato compie un viaggio dall'immenso candore, un viaggio verso, forse,
un mondo sconosciuto dove Nick si sente protetto e "salvato", tolto
dalla bieca, eccessivamente dogmatica realta'.
Nell'ascoltare le tracce di questo LP si ha quasi sempre l'impressione di vivere
una giornata piovosa, in bilico tra Autunno ed Inverno, un giorno di plumbeo
grigiore ma dall'incauto fascino, speso a guardare alla finestra,
"macchiata" da dolci gocce, le foglie cadenti ed i lampi intersecarsi
l'un con l'altro. E vicino a noi una ferrovia abbandonata, davanti alla quale
Nick trascorre giorni e giorni in attesa che il "suo" treno giunga e
lo porti in salvo..... ONE OF THESE THINGS FIRST e' un felice connubio di ariosa
felicita' e sottilissima ma mai auto-indulgente malinconia, e rappresenta uno
dei vertici creativi di Drake. Un piano "da camera" svolge un ruolo di
assoluta rilevanza ed e' un po' la "continuazione" della sensibilita'
vocale di Nick. "I should have been one of these things first", un
sentimento di incompiutezza, di tragico "avrei potuto ma ora non potrò
piu'..." - espressamente dedicato a tutti coloro persi in un vortice di
follia ed incomprensione, "divorati" dal loro stesso destino.....
Segue HAZEY JANE I, a mio parere la traccia piu' intrigante di BRYTER LAYTER:
una soffice, "strozzata" dichiarazione d'amore, sottolineata dalla
voce "decadente" e "piangente" di Drake, all'interno della
quale la malinconia e' all'inseguimento della malinconia, ed il cielo e' ancora
grigio e tetro, sporadicamente illuminato da un timido raggio di sole. I
complessi, ricercati arpeggi della chitarra sembrano appartenere ad un passato
non del tutto chiaro ma terribilmente attraente e fascinoso.
Una musica di inarrivabile fascino e profondita'.
Il secondo lato dell'opera e' il meno accessibile ma non privo di appeal, come
dimostra la gioiosa, avvolgente POOR BOY, impreziosita da accenti di stampo
gospel; si avvertono squarci di levigata felicita' e ritrovata serenita', in
felice antitesi alle "grigiosita'" delle prime tracce.
La solitudine e' figlia diretta di Nick Drake, ma lo spessore dell'artista e'
tale da non risultare patetico nelle sue personalissime rappresentazioni, non
dando mai l'impressione di abbandonarsi ad un'auto-indulgenza solitamente
attentatrice, una volta caduti in un'ingovernabile ed inconvertibile
depressione. L'abilita' principale di Drake sta nell'aver saputo rappresentare e
"rappresentarsi" sotto forma di soggetto lontano, lontanissimo dalle
regole societarie, erigendosi a Principe Incontestato della Solitudine, una
solitudine che ha sempre funto da motore creativo per l'anima dissestata ed
eternamente turbata dell'artista inglese. E tutto questo calvario di colori,
luccicanze, ombre e spiragli improvvisi di luce vengono riflessi nell'arte e nei
dischi di infinita bellezza di Nick Drake.
La classicita' delle sezioni orchestrali (e qui l'influenza in qualita' di
produttore di John Cale e' piu' che mai avvertibile), lo spiegato ed al contempo
controllatissimo uso di ottoni, in aggiunta alla voce eterea, sospesa,
elegantissima di Drake completano il processo, conferendo a BRYTER LAYTER un
perfezionismo ed una profondita' artistica raramente riscontrabili in altre
opere del nostro tempo.
Nick Drake incidera' un altro, straordinario capolavoro, "PINK MOON",
il quale, purtroppo, non solo segnera' il suo vertice artistico, ma anche il suo
(annunciato?) epitaffio. Due anni ancora, spesi fra dosi massicce di solitudine,
netto abbandono della realta' ed una regolare, "maledetta"
indifferenza da parte di un tempo che stentava a riconoscerlo ed a comprenderlo
compiutamente, poi la morte, quasi predetta nelle sue canzoni, quasi la
"volesse" a tutti i costi, onde liberare se stesso da un fardello dal
quale non sarebbe riuscito a sfuggire se rimasto in vita. Un fardello di nome
Nichola Rodney Drake.
E come era gia' capitato a geni non riconosciuti dal proprio tempo e dalla
Societa' in cui erano cresciuti (valga
per tutti l'esempio di VAN GOGH, morto povero, triste e senza riconoscimenti),
per Nick Drake si sarebbe aperta una nuova "via", la "Via per l'Eternita".
Eternita' che raggiunse nella notte tra il 24 ed il 25 Novembre del 1974, si
dice, per abuso di psicofarmaci (voluto o non voluto questo non e' dato
saperlo). Nick aveva solo 26 anni e quella mattina non avrebbe piu' aperto gli
occhi.
Il suo "volo" era appena iniziato, ed il Mito di Nick Drake
defitivamente nato.
...e gli angeli lo avrebbero accolto ed accudito tra le loro braccia..... Per
sempre.
ALAN
J-K-68 TASSELLI
...ora
trasferitosi nel solco di
"HAZEY JANE II".......
Questo
testo è depositato presso www.neteditor.it
e quindi coperto da diritti d'autore. Esso non potrà essere riprodotto
totalmente o parzialmente senza il consenso dell'autore stesso