01-02-2003

 

 

 

 

BLACK FRIDAY

 

...e nel frattempo si erano fatte le 18:00, la mia mente vagava in cerca di risposte che non esistono ancora, ponendo domande mai poste prima d'ora, brainstorming accelerato ed idiosincrasie matematiche annunciano l'incombere di una guerra minacciosa, i colori si smarriscono e la ragione si fa opaca e melmosa, acuti pensieri rimbombano da una parte all'altra del mio emisfero cerebrale, senza che essi possano trovare adeguata collocazione, disperdendosi in parte remote ed irrecuperabili dell'Universo pensante, favorendo l'ingresso a raccapriccianti visioni dall'estetismo corrosivo, implacabile maniaco del pensiero, attende la prossima mossa onde scivolare nell'abisso delle civilta' scomparse, cosi' come scompare la mia figura, ed il mio ego bruciato, come acidi idrocarburi di fabbrica cementificia vengono dispersi nell'aria, mentre sciocche visioni ed interpretazioni si intersecano e si sovrappongono secondo dopo secondo, affanno dopo affanno, pianto dopo pianto. D'improvviso un sussulto di chiara matrice epilettica attraversa il mio corpo come una fortissima scarica di elettricita', elettro-shock ai danni di una mente oramai estintasi ed incapace di distinguere la via del ritorno: black out, tutta la citta' e' al buio, i lampioni di vie di periferia mi appaiono come sentinelle dal colore neutro ed indistinguibile, militi sul piede di guerra costretti a guardare il mondo che gira vorticosamente su se stesso e si uccide, insieme ad altri soldati stuprati della loro liberta', come sciolti in acido muriatico, colando a picco, decomponendosi insieme ai loro patetici ideali, immobili, incapaci di "sciogliersi" al fine di una benche' minima

reazione emotiva. Sirene di ambulanze si rincorrono, un senso di corroborante spasmodicita' ha avvolto la deserta, spettrale citta', mentre atti di consunto, selvaggio amore si consumano perpetui ed incessanti. Pazzia, pazzia di folli visionari e matematici uccisi dai sogni, seviziati dai numeri, derisi da se stessi, essi scrutano nei meandri di un Infinito ai piu' indecifrabile, odono bisbigli incomprensibili, minacce incombenti, oppressioni, distorsioni, deviazioni, radiazioni della materia grigia, gli altri non vedono, loro vedono, noi non ascoltiamo, loro ascoltano, noi riusciamo a leggere, lui "muore" sulle parole; noi siamo vivi, e lui e' morto. Impossibile riconoscere la luce dall'oscurita', in quanto tutt'uno, indistinguibili colori, uno "vomitato" sull'altro, come dipinti "coreografati" da logiche irrazionali e figure astratte di nessun valore; macchie di eccentricita' e dosi letali di egocentrismo, affinche' una mente fertile possa trovare una ragione di stimolo, affinche' essa abbia la possibilita' di assaporare la luce del giorno che li attende.

...se loro vorranno attenderla.

...se loro vorranno attendere se stessi.

Decompressione.

Deserto.

Spazio.

Buco nero.

Campi gravitazionali invertiti.

Liquide visioni.

...............

Dissoluzione.

 

TELEMACO PEPE (LUCA COMANDUCCI)

 

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