13-07-2003

 

 

 

 

 

MARY-ANNE NELL'AUTUNNO RIGIDO DELLA NUOVA DIMENSIONE

 

Lento il cigolio di carri trainati da assopiti cavalli, lungo le strade acciottolate si spegne la nebbia di primo mattino. Mary-Anne ha ancora la testa teneramente appoggiata sull'arco che conduce all'interno della sua modesta villa, il volto appena appena sciupato dalla grinze di un'eta' che non ha paura a farsi cinicamente largo. La dolcissima Mary-Anne sospira nel sonno, mentre il cielo si popola di passi al contrario, per un attimo le due dimensioni combaciano e si intersecano, dando origine ad un caleidoscopico arcobaleno di ancestrale richiamo... Mary-Anne sussurra, piange nel suo incorruttibile, tenebroso silenzio, mi attende con assoluto amore ed ansia da donna d'altri tempi, parla tra se' e se', rivelandosi alla sua incoscienza di fanciulla irrequieta e povera, fragile ma indipendente... La nebbia ha lasciato posto ad un' erba intirizzita coperta da rugiada d'inverno buio e acido prossimo a venire; quadretto irresistibilmente romantico in un suo inedito contesto; un menestrello abbozza qualche sconclusionato accordo, accompagnato da un flautista ricoperto di nero, nella veste luttuosa che puo' appartenere solo ai cantori dell'oblio e di una mai rinvenuta speranza. Una dolce, raffinata bambina dagli occhi color cobalto posa un fiore sulla tomba della madre morta in guerra, lacrime versate su di una lapide celtica, fredda ed inaccogliente. Mary-Anne ancora attende, attende di sapere come sarebbe potuta essere la sua vita al di sopra di quei passi al contrario, su in quel cielo; i passanti, dall'intercedere lento e ripetuto, sebbene sinuoso ed armonioso, osservano dal basso di questa stradina cosi' grigia e tetra nella sua sorprendente espressivita' autunnale i corpi apparentemente caldi e gioiosi della dimensione superiore. Pioggia secca e battente sulla Strada Maggiore della Nuova Dimensione, e Mary-Anne che comincia a suscitare l'interesse del breve ma intenso popolo passante, per poi dissolversi come ectoplasma attraverso un muro. D'improvviso eccomi giungere, la mia attesa di amante dal cuore in continua balia delle onde di Signora Incertezza e' cessata; mi siedo con grande tatto sullo scalino, e porgo un bacio sulla guancia della sinuosa, incantata Mary-Anne. Splendido il suo sorriso avvolto nel sonno, struggente la sua innocenza ed il suo candore di donna in pieno turbamento passionale. Avverto tu stia sognando, mia incontrastata fata di questa inedita Dimensione... lascero' i tuoi occhi sbriciolarsi nel sonno che meriti, quella pazienza che non hai mai dimostrato possedere, e che io amo svisceratamente. Ricordo ancora quando il giorno precedente le mie lacrime abbracciavano le tue, elevando i tuoi ritmici sospiri e le tue sinfoniche sussurra a melodia incontrastata di questo stralcio di vita irreale, che entrambi ci ha catturato ed avvinghiato, stretti in una morsa di dolore e compassione, passione e turbamento, tempo arrestato e fiumi che non scorrono ma "osservano", "sentono", anche loro "sospirano" e piangono la mancata gioia di poter distinguere un bacio o un abbraccio profusi da due giovani amanti.......  Su, al di la' di quel cielo, oltre quei passi al contrario, oltre quel beffardo Sole che filtra nell'inedita Dimensione.... che cosa si cela non voglio sapere e nulla verra' rivelato..... Mary-Anne, per favore, mia rosa nera non ancora appassita o sepolta nel fango, calpestata dai passanti, rimani pure prigioniera del tuo imperturbabile sonno, mentre io ti immagino come tu non ti immagineresti... mai......... 

Ora ti accompagnero' lungo i passi di questo inusuale, sfuocato sentiero... ti raggiungero', mi immergero' nel tuo egoistico sonno e non attendero' altro che una lenta, gelida, lucentissima dissoluzione...........

 

TELEMACO PEPE (LUCA COMANDUCCI)

 

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