07-05-2004

 

 

 

 

 

 

NON C’E’ PIU’ TEMPO PER SENTIRE…

 

Non c'e' piu' tempo per sentire. Lacrime gelide scendono dal mio cuore, mentre vengo lasciato al buio in una stanza piena di luce... non c'e' mai tempo per gli altri, non c'e' mai tempo di un abbraccio, nemmeno il pretesto di un bacio sulla guancia... Comincio a naufragare lentamente sotto l'oscurita' sempre piu' fitta e spessa, le voci delle persone vicino a me si spengono gradualmente. Non sento piu' voci. Non sento piu' respiri, affanni, risate. Il sipario e' calato solo per me. Un sipario inesistente, in una stanza inesistente, mentre avverto spiragli di voci bisbiglianti ed attentatrici.... per un attimo risalgo la superficie, ma solo per essere "assassinato" dall'ennesimo gesto affettuoso di due giovani studentesse: non sanno, e certo non possono sapere che quel gesto mi spinge ancor piu' in fondo al baratro di una follia di cui solo io sono il padrone... follia, malattia, insanita' che mi risucchia implacabilmente verso lo stadio ultimo dei miei pensieri.... I miei occhi "sepolti" ed inespressivi fissano incessantemente lo stesso macabro riquadro appeso al muro... un muro nudo, distorto, "frustato" da crepe, quasi sanguina il suo dolore.... Tradito, tradito da quella stessa anarchia di pensiero fagocitata senza risparmio alcuno... dimenticato, dimenticato ancor prima di essere conosciuto... Morto. Ancora prima di essere vissuto. Tutto fugge ad una velocita' inverosimile, si, tutto fugge; persone, eventi sorrisi e tragedie mi girano intorno, ma senza venire coinvolto. Astri lontanissimi mi abbracciano, mi coccolano, mi confortano. Non sono che un extraterrestre preso in ostaggio dagli abitanti di questo pianeta astruso e discriminatorio, un pianeta all'interno del quale la mia insanita' e' vista come un crimine, un crimine punibile con la pena piu' atroce immaginabile: il rifiuto di ogni comprensione. Non posso che pensare, un pensiero indiscriminato, un pensiero senza barriere: un pensiero unico dedicato ad una assurda, irraggiungibile follia.

La mia.

 

TELEMACO PEPE (LUCA COMANDUCCI)

 

 

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