03-11-2003  

 

 

ACIDO MONOLOGO IN SEGUITO A DIATRIBA INTER-FAMILIARE TRA MADRE E FIGLIO IN UN MOMENTO DI PARTICOLARE INTENSITA' NEL BEL MEZZO DELLA PIU' GRANDE TEMPESTA MAGNETICA SOLARE DI QUESTI ULTIMI 25 ANNI

 

 

(il testo che seguira’ e’ stato il semplice, inequivocabile frutto di un immaginario dialogo tra madre e figlio, e, si badi bene, NON tra il sottoscritto e sua madre, sebbene non possa negare che, tra i solchi di queste righe, si celi un sottile sottofondo auto-biografico)

 

 

MADRE: ........ davanti agli occhi miei non sei altro che neglettitudine, un fiore appassito ancor prima di veder la luce del Sole.... continui a non dimostrare alcun interesse ne' attenzione per la realta' che ti circonda.... sei destinato a morire, figlio mio...a morire morire, morire………

 

FIGLIO: ...forse saro' destinato a morire, ma tu (inconsapevolmente) sembri voler a tutti i costi dichiararti "morta" l'istante immediatamente successivo ad uno dei nostri tipicamente acidi scontri, l'ennesimo di una lunga serie, e certamente non l'ultimo...... tacciami pure di "estremismo" o piu' blandamente di mancato rispetto verso la contemporaneita', ma sappi che, chi e' destinato a morire, simbolicamente, sarai tu e la tua generazione (quella si, un fiore appassito, sepolto, calpestato, divelto in migliaia di atomi ora dispersi in un angolo remoto della nostra atmosfera), cosi' incapace di sognare, cosi' incapace di protendersi verso un fine, un ideale che giustifichi la vostra (magra?) esistenza.... O forse... forse

anche tu sei conscia del fatto di aver creduto (sperato?...) di poter morir, prima ancora di cominciare il lungo percorso.... Il sangue delle centinaia di morti psichiche causate al sottoscritto, di cui tu stessa ti sei fatta (onorevolmente?...) carico, cola come acido cianurico bollente, cola attraverso un lento intercedere corrosivo dentro i miei ricordi, le mie paure, le mie angosce di fanciullo "frustato", "stuprato" dalle tue inammissibili, abominevoli impennate di rovente nevrosi, nevrosi scaricata, VOMITATA senza soluzione di continuita' sulla mia debordante labilita' caratteriale;  non certo saro' mai in grado di depurare la mia mente dall'orda impressionante di scorie radio-psico-nevrosi-attive che ancor oggi mi causano sferzanti attacchi di fanta-epilessia-cerebrale.... Grazie a te, muoio lentamente, giorno dopo giorno, nel tentativo di scoprire l’antidoto a questo tumore maligno, male che non accenna ad alcuna battuta di arresto........

Ti lamenti della mia immobilita', ti vergogni della mia nullita' sociale, ti spaventi  se confesso i miei complessi ad un caro amico, ma ti sei chiesta, madre, una volta di piu', CHI e' stato a commettere il grande delitto?... Chi, CHI! ha osato tanto incunearsi nei meandri della somma fragilita' di un infaticabile oltranzista del pensiero senza nemmeno avere chiesto il permesso, senza nemmeno essere stata in grado di decifrare compiutamente la sintassi della mia a me assai cara materia cerebrale.... Tu pretendi, nel tuo fagocitante assolutismo di madre in pena per il proprio sperduto pargoletto, di sapere tutto, di prevedere tutto, di anticipare ogni mio momento, di frenare e franare ogni mio piu’ impercettibile movimento..... ma sappi... il nostro non e' altro che un (anfi)teatro quotidiano, un palcoscenico al di sopra del quale due primedonne assolute si sfidano in atteggiamenti iper-divistici, talvolta "macchiati" da piu' che giustificata recitativa pomposita'.... Ma su chi, di noi due, il sipario calera', beh... questo non e' dato saperlo.... almeno non ancora... e di sicuro oggi non avremo che assistito all'ennesimo duello davanti ad una platea inesistente, la cui foltitudine e' udibile solo all'interno delle nostre corrotte menti.... Guarda, madre… osserva il Sole, sembra assai divertito nel deriderci, si, proprio il Sole, QUEL Sole, malato anch’esso, si sta chiedendo se mai riuscira’ a scorgere il lungo sipario nero in vorace attesa di calare lungo la sua possente sagoma stellare, mentre “tossisce” lampi di furoreggiante magnetismo…. Quelle macchie sulla sua deformemente scolorita faccia……… Madre, io non posso accettare i tuoi ricatti, non posso assecondare la tua instabile figura di tutore debole, vanitosamente terrorizzato per la salute del figlio, perche’ il vero male, il Demonio che ho sempre dovuto combattere si e’ dimostrato essere il bene che tu stessa hai sempre cercato di insegnarmi…. No… non sono nato per condividere i tuoi delittuosi percorsi sociali, la tua neglettitudine di insegnante all’interno della mia stessa vita. No, nooooooo… e’ puro oltraggio, e’ sadica, crudele tortura, tu che offuschi pedissequamente i sentieri appena tracciati, tu che esasperi l’indipendenza quando nemmeno ti accorgi di aver mai posseduto la necessaria autonomia di pensiero al fine di poter legittimamente predicare possenza di vedute e lucido spirito osservativo…. Una cosa, madre, per certo so: ancora un altro fottutamente interminabile secondo, ancora un riflesso del tuo viso distorto e deforme allo specchio, e mi vedrai platealmente cadere sotto le fiamme di quelle grida che tumultuosamente rimbombano da una membrana all’altra del mio cervello dipingendo ombre di sottile, ma inconvertibile decadenza e sadica percezione di orrore……….. Di tutte le virtu’, la piu’ nobile che hai saputo infondere alla mia sempre affamata coscienza e’ il culto dell’angoscia attraverso la quale scandisco come un metronomo disorientato e schizzato quegli intensi sebbene fecondi attimi di attesa……..

Un frammento di vita in piu’, affogato in quel tuo gelidamente psicopatico sguardo, e morro’ tra l’indifferenza generale della folta platea inesistente, venuta qui ad ammirarci, applaudirci, deriderci e, perche’ no, a decretare il lento, ipnotico calare del sipario.

Buio in sala, nessun respiro. E nemmeno la grazia di un solo, roboante, attesissimo applauso.

 

TELEMACO PEPE

 

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