09-09-2003

 

 

E’ TROPPO PER I MIEI OCCHI…

E' troppo per i miei occhi, non sento piu' la terra sotto i miei piedi, ho il terrore di potermi perdere tra lo sguardo immobile ed inespressivo delle mille facce che popolano questo ballo etereo, sospeso tra i i tuoi occhi incavati di struggente armonia, i nostri interrogativi che galleggiano come alieni in attesa di fuggire da una terra nemica che li ha visti stuprati dalla loro stessa ingenuita', cerco un punto di contatto ma non faccio che disperdere i miei vacui sensi sulle tue labbra mentre coriandoli e stelle filanti impazzite continuano a piovere sulle nostre lacrime di occasionali amanti, avverto il bisogno di stringerti, tu sospiri e mi lasci interdetto travolto dalle folte braccia di corpi sudati sepolti dall'umidita' di questa infinita notte di mezza estate.... Giriamo concentricamente su noi stessi, l'aria assume un unico, neutrale colore, poi un bacio appassionato lungo le taglienti note di un assolo di chitarra semi-elettrificata, i miei perche' e le tue incomplete risposte galleggiano ed annegano in una dichiarazione di sconcertante, incompleta passione, siamo alla merce' della casualita', e' un lunghissimo bagno nella psichedelia di  questo eccentrico incontro, una voce calibratamente strascicata ci avvolge e ci scorta lungo il sentiero di questa notte senza meta e senza ragione, notte impossibilmente bella e splendidamente intraducibile... Vorrei riempire i tuoi occhi di dolce tristezza e poter camminare con te su questo suolo di stelle senza soffitto, sebbene il tuo viso mi appaia come una Luna impazzita e sempre piu’ offuscata, come se davanti a me avessi un dipinto dominato da colori irregolari, figlio di una fotografia appassita, o di un ricordo che non puo’ essere svelato.

E’ troppo anche per gli occhi di queste vie di citta’ segreta e sconfitta dalla solitudine, un inqualificabile senso di vuoto a meta’ fra sospiri di anziani alla finestra e candide fanciulle dal sorriso ammiccante e criminale… Sono ancora qui, attendo una tua sconvolgente richiesta, ma forse sei gia’ fuggita, diretta verso l’oblio dal quale ti eri separata, ed hai voluto sposare questo breve, intenso attimo di follia amaro-lisergica, senza sapere in che modo saresti stata lentamente risucchiata dagli atroci dubbi di una quotidianita’ sempre piu’ opprimente ed esigente… La Luna sbucciata cade sui tuoi occhi mentre le strada sotto i nostri piedi accenna a sciogliersi e tramutarsi in entita’ instabile, passione, la nostra, senza forza gravitazionale, rimaniamo incollati a questo sciocco ideale, ti invoco ma tu stai svanendo… E come quelle note di chitarra-flamenco soffuse, incantatorie che iniziano a smantellarsi e lentamente sfumare, non scorgo piu’ il tuo sguardo cosi’ meravigliosamente incerto di fanciulla senza fissa dimora all’interno del suo cuore straziato e lacerato da perdute promesse e sofferti inganni…. Mi dissolgo, mi dissolgo perche’ non potrei far altro, affinche’ possa scomparire dinanzi alle tue lente lacrime, nella vana attesa un graffiante sospiro mi trattenga e mi ricongiunga alla tua calda, incontaminata pelle….

…fino al prossimo, cieco ballo d’amore in una notte di mezza estate, sinuosamente danzando su quel suolo di stelle senza soffitto…

 

TELEMACO PEPE

 

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